01 Testo critico
Nel 2014 Paola Ravasio è stata la prima vincitrice del Premio Sangregorio e oggi, dopo dodici anni, torna ad esporre in Fondazione con una selezione di opere recenti.
Le sue sculture nascono da agglomerati di materia bianca, che sia gesso o resina, per divenire, per usare le parole di Giancarlo Sangregorio, “tutt’uno con la luce (materia–luce non luce che si posa sulla materia)”, veri e propri Scrigni di luce metafisici.
La loro è una luce intensa, lattescente, si potrebbe usare persino l’aggettivo “nevosa”, per il grado di purezza e di intensità, ma anche per la sua compattezza. E le forme seguono questa regola, si muovono in fasci di nervi, si aggrovigliano su se stesse in spazi costretti, tra blocchi geometrici e dagli spigoli vivi, dalle punte perfettamente squadrate e dalle superfici lisce, algide e altrettanto candide.
È quasi una lotta tra quelle sagome, che sembrano derivare da frammenti architettonici o da pezzi industriali, e le elastiche nervature che si allungano, si flettono, avvolgono, entrano ed escono dagli incavi euclidei come amebe, spinte dalla tensione che le anima, desiderose di ammorbidire e vitalizzare anche ciò che vita non è. È uno scontro tra mondi contrapposti, per forma e consistenza, ma resi apparentemente identici dal bianco luminoso di cui sono pregni.
È superfluo dire che quei nerbi, muscolosi e tesi, è ciò che resta dell’uomo, è la sua ultima essenza, quelle che Sangregorio avrebbe potuto chiamare “le giunture più interiori di un organismo”, un’immagine umana che non è astrazione, ma pura forza vitale.
Anche nei disegni, in quelle vigorose linee nere, dai contorni ribaditi e chiusi si legge la stessa determinazione, il medesimo desiderio di volume e di struttura, ma finanche l’importanza della luce, nei vuoti racchiusi entro i neri confini. E, per citare ancora Sangregorio, che tanto aveva ammirato il lavoro di questa giovane scultrice, in quei disegni c’è il “segno di una verità”.
Lorella Giudici
02 Vedute della mostra
03 Video
04 Inaugurazione
Sabato 16 maggio 2026, nel giardino della Fondazione
05 Rassegna stampa
-
Wenn Kunst zur Begegnung wird
Periodico, p. 29 · in tedesco · Sarah Coppola-Weber
-
Sesto Calende, apre Spazio Luce: la collezione segreta di Sangregorio torna alla luce
Osserva Italia · online
-
Fondazione Sangregorio: dialoghi di luce oltre il tempo
Magazine online
-
Un nuovo spazio della Fondazione Giancarlo Sangregorio nel Parco del Ticino
Magazine online
-
Sesto C.: L’arte di Paola Ravasio: “Sculture da toccare”
Servizio video con intervista all’artista
-
Lo Spazio Luce di Giancarlo Sangregorio
Rubrica Living Art, pp. 68 e 70
Nel segno di “Spazio Luce” – disegni allo Spazio Cesare da Sesto →
























